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“Ti aspetto fuori” PDF Stampa E-mail
di Kowalsky   
sabato 03 gennaio 2009

Active ImageE' l'ultimo sabato prima delle feste, il megastore è stracolmo di gente. Lei non è ancora sazia di acquisti e vuole fare un giretto al piano di sopra. Decido di aspettarla fuori. Con due bustoni in mano, mi affilio alla schiera di uomini che con bustoni in mano e lo sguardo perso in direzione dell'ingresso del magazzino, aspettano la loro donna che si vuole fare un giretto al piano di sopra.

Un bambino ripete al fratello la sua cantilena, ho un euro e dieci euro, ho un euro e dieci euro.
Mi chiedo come mai dica così; ha l'età giusta per sapere che dieci più uno fa undici, e anche se non volesse sommare due entità materialmente diverse fra loro, come carta e metallo, dovrebbe logicamente tendere a nominare prima l'entità più grande. Ovvero la più importante. E allora perchè non dice ho dieci euro e un euro?
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Il centro dell'universo PDF Stampa E-mail
di Kowalski   
sabato 20 dicembre 2008
 

Active ImageE’ il mio turno di fare la doccia; me la ritrovo davanti sulla porta del bagno, l’afferro, le sfilo con un solo gesto l’accappatoio e la posseggo lì, da dietro permettendole appena di reggersi allo stipite della porta, le stringo forte i seni e le inondo il ventre di seme vitale. Le sussurro ti amo tra i capelli e mi chiudo nel bagno.

Non posso fare a meno di pensare alle frasi con cui mi trafigge e che mi restano scolpite dentro all'infinito, fino a togliermi il sonno e la tranquillità. La tranquillità è una trappola piccolo-borghese, come l’abitudine.

(foto di Alcida)

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Eros e thanatos PDF Stampa E-mail
di Kowalsky   
martedì 09 dicembre 2008

Active ImageAttraverso un sottile spiraglio fra le palpebre gioco con i raggi del sole che infrangendosi sulla lacrima rimasta imprigionata tra le ciglia esplode in un caleidoscopio di colori ad esclusivo beneficio del mio occhio. E’ il massimo del movimento che riesco a far fare al mio corpo ora che abbiamo finito di fare l’amore. Quando riesce in questo modo così appagante, perché totale, coinvolgente di mente e corpo, anima e cuore, perdo la cognizione spaziale dei sessi, non capisco più dove finisce il mio e dove comincia il suo, e dopo resto immobile, incapace di fare il minimo movimento se non quello, appunto, delle palpebre che catturano i raggi del sole per trasformarli in mille colori.

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