| Treni e ritardi |
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| di Aracne | |
| luned́ 15 dicembre 2008 | |
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-Scusa, ma: ancora un ritardo? Tesoro, non ti sembra il caso di prendere la pillola, a questo punto? E no, che non mi sembra il caso, a questo punto(della mia vita) proprio no.. Cosa me ne faccio del farmaco per proteggermi dalle gravidanze -pensavo ieri sera mentre parlavamo al telefono-se poi ho bisogno di un altro rimedio che mi difenda dall'Aids, dalla gonorrea, dalla sifilide, dai condilomi, dalla candida effetto ping-pong, dalla trychomonas, e dall'epatite C? Ne uso due in uno, a questo punto: puro lattice.. che va tanto di moda nell'abbigliamento ma, com'è e come non è, nel sesso, in quanto riflesso meccanico da indurre darwinianamente nel genere umano maschile, non attecchisce mai. Sì, dunque il punto è che a lui non piace.
E neanche agli altri, a quasi nessuno. Piace a chi c'ha fatto l'abitudine, e ha capito che è il suo prezzo da pagare per avere una donna in ogni porto, e per fare di ogni buco un porto, o una porta..certo non prima di quella volta in cui una tipa gli mischiò lo scolo in Sudamerica. Comunque...i miei uomini tutti senza, e io insisto perché prendano i miei dal comodino, ma sono così arrendevole in quei momenti, e così bagnata, che non insisto mai abbastanza. Mi piego quasi sempre,alla fine. Mi metto prona, a carponi, a quattro zampe, "Fottimi, fottimi, fottimi..", mentre a lui cola già quasi la bava dalla bocca e a me quasi colerà il suo sperma tra le cosce,dopo. Seme disperso, lo definisce Santa Madre Chiesa(Romana, Cattolica, Apostolica...)(e Cristiana....? Boh...), seme sprecato come speriamo sia il suo anche stavolta, anche se tremo al pensiero che non sia così, se mi sveglio con la nausea. Ma poi penso che la nausea tendenzialmente in certi periodi m'è sempre venuta: è metaforica, sartriana.
Non riesco a staccare gli occhi d'addosso a un uomo che mi sta di fronte, mentre scrivo. Come avviene quasi sempre quando non lavoro, non bevo vino in qualche locale, e non rimango a casa, sono in treno. Lo prendo anche per lavorare, certo, ci sono costretta; e infatti per svago non lo voglio prendere più, proprio come la pillola anticoncezionale...neanche l'idea di andare a rinchiudermi con Lui in qualche altro albergo in un'altra città a metà strada tra di noi, riuscirà a convincermi a salire su un altro Espresso, Eurostar, Intercity, o quello che sia. Mi viene da vomitare. Sarà perché ho la testa bassa sul foglio...Non tutte le posizioni sono congeniali in tutti i momenti.. l'ultima volta gli ho smorzato molto la candela: che i suoi spermatozooi goleador si siano conficcati tutti dritti lungo il collo dell'utero, guardando in su verso il "cielo in una stanza" che c'era sopra noi? Boh...! Non vorrei che fosse prolifico, quest'amore. E allora alzo la testa.Punto di nuovo lo sguardo in direzione del tipo charmant ultraquarantenne-capello lunghetto leggermente brizzolato- orecchino a cerchietto-giacca a vento da ragazzino, che ho di fronte. Respiro lentamente, e profondamente, mentre allungo il collo, e per distrarmi, e trattenere i conati, gli osservo i lineamenti: deliziosi(penso ridendo nel pensiero) ma non sono irregolari, asimmetrici e multiformi come quelli mai abbastanza conosciuti del "mio" uomo, che mi fanno sesso anche quando è vestito come "Le iene" ed è perfettamente sbarbato. Mentre l'occhio cade ancora su questo sconosciuto vero, mantengo busto e testa eretti, e assumo una postura inusuale anche sullo schermo della mente: nella fantasia mi immagino in piedi ora, contro il lavandino del cesso del treno, con il vestito sollevato e questo corpo maschile del tutto estraneo dietro di me, incollato al culo, mentre lo sferragliare ritmico della locomotiva sulle rotaie ci culla.Visione efficace: come una boccata d'ossigeno. Mi sento meglio. No, non lo prenderò un altro treno per venire in capo al mondo con te, questa volta, tesoro mio, non ho bisogno di guardare la tua faccia per godere, non ho bisogno di guardare nessuna faccia. Mi alzo dal mio posto, passo davanti all'uomo, m'infilo in bagno. |
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Nervosissima, in questi giorni...Un maschio direbbe che è perché sto per avere le "mie cose"..tanto più che, come spesso mi succede, ne sono già passati 28 e le "mie cose" latitano.