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Nasce l'emozione - Secondo giorno (la verità) PDF Stampa E-mail
di Andreas   
sabato 10 gennaio 2009
Active ImageFui molto colpita da tanto coraggio racchiuso in poche concise parole.

Mai nessuno prima di allora mi aveva dolcemente affrontato per esprimere un sentimento così intimo e rischioso.

Non sapevo cosa dire, mi ammutolii per alcuni secondi, forse anche un minuto. Come potevo ignorare tanta sincerità? Come avrei potuto ricambiare se non con lo stesso coraggio?

Ero piena di dubbi e nello stesso tempo ammiravo la forza di quella persona, la decisa volontà di affrontarmi comunque fossero andate le cose, senza pensare ai rischi cui poteva andare incontro se in me non avesse trovato quel che sperava o immaginava di trovare. Ero combattuta.

Ero la responsabile di ciò che stava accadendo. Avevo creato delle speranze o delle illusioni? Sapevo io cosa volevo o avevo solo acceso un fuoco che poi non sarei stata in grado d'alimentare?
   

Non sapevo se dire sì o dire no, se accettare quella situazione, se avevo il coraggio di vivere quel che stava accadendo o se ero forte solo apparentemente.
     

Ripresi a filosofare, questa volta non per mettere in agio ma per uscire da quel caos con superiorità. In realtà non fui in grado di prendere la mia decisione. Anche se le mie parole sembravano sicure e chiare, io sapevo bene che non stavo dicendo niente di certo, che stavo solo prendendo tempo.
     

Ero troppo imbarazzata e pensavo di non essere la sola in quel turbine, e questo mi metteva ancora più a disagio.
     

C'intrattenemmo ancora un po' parlando d'altro, di cose senza
senso. Ebbi l'impressione che il mio discorso fosse stato interpretato come
una risposta negativa alla proposta ricevuta. La sensazione di aver comunque risposto mi risollevò da tutta quella tensione, ma nello stesso tempo pensavo che in verità io non sapevo se quella decisione di lì a qualche tempo mi sarebbe dispiaciuta.
     

Assicurai la mia amicizia accertandomi della sua disponibilità a fare altrettanto, specificando che mi piaceva vederci.

Mi piaceva la sua compagnia, vedevo in lui la voglia di vivere, di fare, direi quasi di dare un calcio al passato. Ogni cosa mi appariva desiderata con forza: doveva essere in un modo o nell'altro assolutamente, non si doveva perdere tempo, non si dovevano perdere occasioni, così mi sembrava.
   

Quest'energia era la stessa con la quale mi dichiarò il suo sentimento.

Poche volte mi è capitato di imbattermi in qualcuno più forte di me, e in ognuna di queste situazioni mi sono trovata a disagio.

     Continua .

 
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