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| Nasce l'emozione - L'eccitazione |
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| di Andreas | |
| domenica 08 febbraio 2009 | |
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Quella stessa sera c'incontrammo nuovamente, in compagnia di altri amici, per un'altra passeggiata, un bicchiere di coca e due risate. La serata trascorse apparentemente normale, come se niente fosse successo, invece quelle poche ore trascorse da soli a chiacchierare divennero presto un caldo e piacevole ricordo per entrambi. Andai a letto e cominciai a pensare: non mi persuadevo di quanto fosse accaduto. La mia mente era continuamente bombardata da quelle rivelazioni. Con quei pensieri mi addormentai e con gli stessi dubbi e lo stesso stupore del giorno prima all'indomani mi svegliai. I giorni seguenti trascorsero normalmente: lavoro, passeggiate all'aria aperta, soliti giri. Qualcosa però era cambiato dentro di me: aspettavo con trepidazione che si facesse sera per andare al solito posto, luogo di ritrovo dei gruppi, dove sapevo di poterlo rivedere. Alcune volte veniva a prendermi e si usciva insieme e questo, mi accorgevo, mi dava un senso di quiete. Mi propose di andare a ballare, accettai. Fuori della città, nei pressi di uno dei laghi della provincia, sono sorti diversi locali di ritrovo e intrattenimento frequentatissimi dai giovani. Dove andammo quella sera era un disco pub all'aperto con la pista da ballo in centro e intorno il banco del bar e i tavoli separati e protetti da pensiline di legno in stile Vecchia America, veramente carino! Non ero mai stata in quel locale prima di allora. Venne a prendermi con la sua macchina. Giunti al parcheggio ci chinammo entrambi per prendere la borsa sfiorandoci i visi. Le nostre labbra quasi si toccarono, gli sguardi s'incontrarono, ebbi un attimo di esitazione e mi allontanai. Sul suo volto vidi dapprima un'espressione di eccitamento, subito dopo i lineamenti si fecero cupi. Facendo finta di niente scendemmo dalla macchina, percorremmo un piccolissimo tratto di strada a piedi ed entrammo nel locale. Era pieno di gente, ci sedemmo ad un tavolo, ordinammo qualcosa e chiacchierammo un po'. Ci raggiunsero altri amici, si formò un bel gruppo. Pian piano ci spostammo sulla pista. C'era un'atmosfera di allegria e libertà tipiche dell'estate: disco music, balli latino americani e tanto coinvolgimento. Io ero molto attratta dal suo modo di ballare disinvolto, armonioso, seducente. Mi divertiva ballare ma non volevo distogliere il mio sguardo dal suo corpo, di cui seguivo ogni movimento. Ballando diverse occasioni ci permisero di sfiorare i nostri corpi l'un l'altro, indifferenti agli occhi della gente che ci stava intorno. Provavo un dolce senso di eccitamento. Era rischioso lasciarsi andare di più ma qualcosa ci tratteneva e ci attraeva entrambi. Quella serata non la dimenticherò mai. La sensazione di essere scoperti, prima ancora che noi stessi avessimo potuto vivere fino in fondo con coscienza quella storia nata per caso, era forse l'unica cosa che realmente c'infastidiva. Sembrava di vivere in un sogno, dove tutto è lecito, senza inibizioni, dove tutto avviene senza il controllo della volontà, e dove solo la casualità onirica può interrompere o modificare gli eventi. Continua. |
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